I Pozzi Nuragici

I Pozzi Nuragici

I pozzi di Golgo, detti anche “Pozzi nuragici”, si trovano al centro di uno spiazzo a qualche centinaio di metri dalla chiesa di San Pietro, nei pressi del recinto esterno del maneggio costruito negli anni Ottanta nella zona dove un tempo si correva il palio in onore del santo. Il “Centro di Equitazione di Golgo”, punto di partenza delle escursioni a cavallo, è l’unico maneggio operativo nel territorio baunese. Negli anni Settanta i due pozzi attirarono l’attenzione dell’archeologo Giovanni Lilliu, in occasione del sopralluogo effettuato a Golgo per studiare il bètilo antropomorfo. Fu proprio Lilliu a mettere in dubbio per primo il fatto che si tratti di opere del periodo nuragico, evidenziando che “(…) sono due vasti pozzi rivestiti in muratura al modo nuragico, anche se non sono di tale età remota, i quali raccolgono le acque esterne e le convogliano per drenaggio in quantità sufficiente per placare la sete del bestiame (…)”. Le pareti di rivestimento, in roccia basaltica, fuoriescono per circa mezzo metro dal terreno, consentendo agli allevatori di sporgersi in tutta sicurezza, poggiandosi ad una trave in ginepro, quando calano i secchi per tirare su l’acqua che viene versata negli abbeveratoi.

Uno dei due pozzi presenta una faccia scolpita su una roccia incastonata nella porzione di muratura circolare che si eleva sul terreno. Non si tratta di una scultura risalente ad epoche remote, poiché in paese si ha memoria del fatto che essa è improvvisamente “apparsa” intorno agli anni Ottanta, probabilmente frutto della vena creativa di un anonimo artista baunese. Durante l’estate gli abbeveratoi collocati nei pressi dei pozzi dagli allevatori, attirano ogni giorno centinaia di vacche e maiali, che insieme agli onnipresenti asini, tipici dell’altopiano, trovano così il modo di dissetarsi nelle ore più calde della giornata. E se è vero che l’allevamento allo stato brado è molto diffuso in Sardegna (e in particolare in Ogliastra) è ancor più vero che per quanto riguarda Golgo si può dire che i maiali, le vacche e gli asini allevati con questo metodo fanno parte integrante del paesaggio dell’altopiano. I maiali che si aggirano per tutto Golgo, come tutti i suini allevati allo stato brado, non sono di grosse dimensioni, e solitamente si presentano molto più piccoli dei suini allevati in porcilaia. L’aspetto di questi maiali è molto simile a quello dei cinghiali, anche perché è tutt’altro che raro l’incrocio tra le due specie. Le particolari condizioni ambientali dell’altopiano influiscono anche sulla taglia degli asini e delle vacche di Golgo, che specialmente d’estate vanno incontro a drastiche diminuzioni di peso.

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