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Cala Luna

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Un laghetto d’acqua dolce che separa l’arenile sabbioso dal terreno retrostante, il boschetto di oleandri che incornicia la spiaggia, e quel nome suggestivo che evoca romantiche luminescenze lunari. Una spiaggia, quella di Cala Luna, che già al primo sguardo dimostra di meritarsi pienamente la definizione di “Perla del Mediterraneo”, che spesso la accompagna nelle descrizioni turistico - promozionali della costa. Qui, in questo fiabesco arenile, il territorio di Baunei confina con quello di Dorgali, fatto che al visitatore poco addentro alle sarde vicende appare strano, dato che la frazione costiera di Dorgali, Cala Gonone, dista appena 7 km da Cala Luna, mentre S. Maria Navarrese, la frazione di Baunei, si trova 40 km a sud. Secondo alcuni studiosi questa situazione è facilmente spiegabile se si accetta l’ipotesi che Dorgali sia stata fondata da pastori baunesi. Questa teoria è riportata anche dall’Angius, che descrivendo usi e costumi dei dorgalesi annotava: “Vuolsi pure che questi coloni venissero dal vicino territorio della Ugliastra, o da Baunèi, o da Ursulè,(…)”. Un altro particolare interessante riguarda la storia del nome dell’arenile. Non tutti sanno infatti che il poetico nome di “Cala Luna” è percepito dalla popolazioni locali come una vera e propria storpiatura del toponimo in sardo, che a Baunei suona come Cala “Elùne”, e a Dorgali come Cala “Ilùne”. Pare che la “romantica” deformazione si debba ai geografi arrivati dal Piemonte nell’Ottocento con l’incarico di aggiornare la cartografia del “Regno di Sardegna”. E così Cala “Elùne” diventò “Cala Luna” come, per esempio, il “Golfo de li ranci”, (“Golfo dei granchi” secondo i pescatori) nei pressi di Olbia, divenne “Golfo Aranci”, e l’isola “de Malu Entu” (“del cattivo vento”), nel Canale di Sardegna, divenne l’isola “di Mal di Ventre”. Anche a Cala Luna, come a Cala Sisine, si trova un punto di ristoro ricavato (nel 1978) sulle rovine della dispensa dei carbonai, il cui nome, “Su Neulagi” (“l’oleandro”, in sardo) è una sorta di omaggio al boschetto che si specchia nel laghetto di acqua dolce. Nel 1974 questo spettacolare scenario attirò l’attenzione della regista Lina Wertmuller, che decise di girare a Cala Luna alcune scene dell’indimenticabile “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini. Un film che in qualche modo, nel chilometrico titolo, sembrava preconizzare “l’insolito destino” del territorio di  Baunei e S. Maria Navarrese: un territorio che in pochi decenni, da depressa terra di pastori-contadini, si è ritrovato ad essere una delle più attraenti mete turistiche di tutta la Sardegna.

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