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Gli Olivastri

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GLI OLIVASTRI

Non c’è nessun’altra località della Sardegna che possa vantare una tale concentrazione di olivastri secolari in così poco spazio, e così vicino al mare, come S. Maria Navarrese. Basterebbe questa singolare caratteristica per fare del piazzale sottostante la chiesa uno dei siti più importanti dell’Isola dal punto di vista naturalistico. Se poi si aggiunge il fatto che l’olivastro a fianco della chiesa è pure millenario, ecco che appare del tutto giustificata l’iniziativa, promossa dalla Regione Sarda nel 1994, di proclamare “Monumenti Naturali” questi patriarchi arborei simbolo della flora mediterranea. I botanici ritengono che questa particolare concentrazione di ulivi selvatici (nome scientifico Olea europaea L. var. sylvestris) in poche decine di metri quadri si debba al clima particolarmente mite del sito, riparato dai venti che soffiano da Nord e Nord Est. Secondo alcuni studiosi il toponimo “Ogliastra” sarebbe derivato proprio dagli olivastri tipici della zona. Anche il Valèry venne a conoscenza di questa ipotesi etimologica durante il suo viaggio in Sardegna, visto che descrive l’Ogliastra come “una provincia montuosa, delimitata dal mare e che deve il suo nome ai boschi di ulivi selvatici”. Albero sempreverde, l’olivastro si differenzia dall’ulivo coltivato (nome scientifico Olea europaea var. europaea) per le foglie e i frutti più piccoli, e per la straordinaria capacità di riprodursi dalla ceppaia, caratteristica che consente agli olivastri di ricrescere abbastanza velocemente se danneggiati dal fuoco. Fra tutti gli olivastri della frazione costiera di Baunei merita una particolare menzione anche quello cresciuto nell’angolo nord della spiaggia “Centrale”, a pochi metri dal bagnasciuga. Le ramificazioni di quest’albero sono talmente estese in senso orizzontale che al riparo delle sue fronde, sin dagli anni Sessanta, è stato possibile ricavare un punto di ristoro (“L’Olivastro”, appunto, articolato su due livelli) che anche nelle giornate più torride può contare sull’ombra garantita dalle maestose fronde. Imponente e degno di nota è anche il carrubo secolare che svetta nei pressi dell’incrocio per Baunei.

Dal 1981 il piazzale degli olivastri, insieme al vicino anfiteatro comunale, è la sede della “Sagra della carne di capra di Baunei” in versione estiva, solitamente in calendario il sabato successivo alla festa dell’Assunta del 15 agosto. Decine di spiedi vengono sistemati intorno al fuoco sin dal primo pomeriggio, e al calar della sera viene distribuita la carne, accompagnata da una sfoglia di “pistoccu” (il “pane carasau” in versione baunese) e da un buon bicchiere di vino rosso.

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