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La Spiaggia di San Giovanni

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LA SPIAGGIA DI SAN GIOVANNI

A Baunei e Santa Maria Navarrese l’arenile compreso tra la Torre Spagnola e il porto turistico è chiamato “spiaggia di San Giovanni”. Questa spiaggia ciottolosa, lunga un centinaio di metri e costeggiata per tutta la sua estensione da un canneto che offre una precoce ombra pomeridiana nelle ore più calde della giornata, è caratterizzata da un fondale roccioso. Il motivo dell’intitolazione della spiaggia a San Giovanni è ignoto, di certo si sa che in sardo veniva chiamata “sa funtana de Santu Giuanni” anche una sorgente d’acqua dolce che sgorgava a pochi metri dalla spiaggia (sorgente oggi interrata, in seguito ai lavori di realizzazione del porto turistico). Che questa insenatura a nord della Torre Spagnola sia stata frequentata per secoli delle imbarcazioni che navigavano lungo la costa ogliastrina è confermato anche dal fatto che tra gli anziani di Baunei l’arenile è tuttora noto con il nome di  “Portu Santu Giuanni”. Con questo nome, in passato, probabilmente si faceva riferimento soprattutto all’altro arenile più a nord, che terminava sotto il promontorio roccioso de “Sa Cadrea”, e che si sviluppava per una lunghezza di circa duecento metri (in un’ansa nella quale è stato ricavato lo spiazzo in cui sono stati allestiti i cantieri di rimessaggio del porticciolo). Nella “Descrizione Geografica della Sardegna” del cagliaritano Giuseppe Cossu, pubblicata a Genova nel 1799, nelle pagine dove vengono delineate le caratteristiche “della costa di Levante”, è citato “il piccol porto di San Giovanni con un circolo di tre scoglietti, per i quali si trova la punta di S. Maria Navaresa (sic) circondata di scogli” (…). Qualche decennio dopo la descrizione del Cossu, anche l’Angius definisce “porto” l’insenatura a nord della torre, quando descrive il tratto di costa tra Pedra Longa e la Torre Spagnola: “Continuando nella direzione all’austro trovasi il suddetto scoglio piramidale dell’Aguglia, indi la punta Moro-negro, dove già abbassatesi gradatamente le alpestri eminenze, comincia a distendersi il livello delle maremme. Offronsi poscia alla vista luoghi piacevoli con rupi verdeggianti, mentre si va a vedere il piccol porto di S. Giovanni; dopo il quale trovasi la punta di S. Maria Navarresa circondata di scogli, sopra le cui rupi sorge la torre dello stesso nome (…)”.

Lo specchio d’acqua oggi inglobato dalle banchine del porticciolo, un tempo era chiamato dagli abitanti di Santa Maria Navarrese anche “su mare de us Erissos”, (“il mare degli Erittu”) perché le terre coltivate retrostanti la spiaggia appartenevano alla famiglia Erittu.

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