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Il Forno della Festa

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IL FORNO DELLA FESTA

Nei pressi della chiesa di Santa Maria si può ammirare ancora oggi l’antico forno che veniva utilizzato in occasione della festa dell’Assunta. Oggi il forno viene acceso solamente in coincidenza di manifestazioni etno-gastronomiche, soprattutto per cuocere il pane di patate (la tipica “turredda” baunese). Secondo alcuni, però, in passato nel forno veniva arrostita la carne di capra che poi si distribuiva, insieme ad un pezzo di pane, ai fedeli provenienti dal circondario. Secondo altri, invece, il forno di S. Maria è stato  utilizzato sempre e solo per cuocere il pane destinato ai pellegrini, che durante i festeggiamenti alloggiavano nei locali attigui alla chiesa. I locali dove albergavano i pellegrini, risalenti  probabilmente al XVII secolo, sono stati demoliti tra il 1959 e il 1960; erano addossati alle navate laterali della chiesa e in sardo venivano chiamati  “errebustus” (dal catalano “rebost”, “dispensa”).

Per quanto riguarda le vicende legate alla storia dei festeggiamenti in onore dell’Assunta è interessante rimarcare che per lungo tempo la giurisdizione sull’area intorno alla chiesa è stata rivendicata anche dal vicino paese di Lotzorai. Tra il Seicento e l’inizio dell’Ottocento le comunità di Baunei e Lotzorai raggiunsero un accordo: la festa doveva essere organizzata congiuntamente da tre “obreri”, due baunesi e uno lotzoraese. In base a questo compromesso, inoltre, gli “obreri” baunesi mantenevano il secolare diritto di coltivare l’area intorno alla chiesa, detta “sa terra ’e sa santa”.

Nonostante questi accordi, però, la festa continuò ad essere turbata da veri e propri scontri tra i fedeli dei due paesi. L’Angius descrive efficacemente il livello del contrasto raggiunto nell’Ottocento, quando si arrivò a vietare le celebrazioni della festa per motivi di ordine pubblico: “In questa chiesa si solennizzavano due feste, una li 25 marzo l’altra con maggiore splendidezza e concorso, e con gli usati pubblici divertimenti e spettacoli, addì 15 agosto, contribuendo alle medesime il comune di Lotzorài. Ora se n’è dimessa la celebrazione per interdetto provocato dai gravi disordini, che sempre vi facea nascere il perpetuo non mai definito litigio di giurisdizione tra i baonesi, e lotzoraini, pretendendo sì gli uni, come gli altri, di aver diritto esclusivo sul territorio, dove è la chiesa”. Il “litigio di giurisdizione” fu definitivamente chiuso con la delimitazione dei confini comunali (con il “Catasto De Candia”) nel 1849.

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