Categories

  • No categories

Atlantide (multipitch)

Atlantide

Sa Costa ‘e s’aidu (parete est) – Baunei

Prima salita dal basso: Maurizio Oviglia e Fabio Erriu, giugno e luglio 2018, dal basso

Sviluppo: 400 m

Difficoltà massima: 6a+

Difficoltà obbligatoria (5b/5c)

Interamente spittata con più di 120 spit + soste su catena inox 316L.

Portare due corde da 60m, 15 rinvii se non si saltano soste, casco, acqua, pila frontale, viveri

Discesa in doppia
Avvicinamento: parcheggiare l’auto su un tornante sopra il piazzale di Pedra Longa, all’inizio del trekking Selvaggio Blu. Slargo con caratteristico albero in mezzo alla strada. Seguire il sentiero Selvaggio Blu in salita sotto alla nostra parete. Dopo 5 minuti il sentiero prosegue in piano e quindi comincia a scendere. Non scendere ma seguire un sentiero verso sud che inizia da un leccio (bivio non molto evidente). Seguire il sentiero che a tornanti si avvicina progressivamente al lato sinistro della parete. Quando quasi la tocca lo si lascia in un tornante e in 10 metri si raggiunge l’attacco, nome scritto alla base (15 minuti dall’auto)

Atlantide

Sa Costa ‘e s’aidu (parete est) – Baunei

Testo di Maurizio Oviglia

Non sono molte le vie plaisir in Sardegna, meno ancora quelle chiodate stile falesia, anche se è una via lunga. Se poi la cerchiamo molto lunga, tra le più lunghe dell’isola… e magari con vistammare… allora probabilmente ci bastano le dita di una mano per contarle o forse solo un dito. Eccola, Atlantide è nata per sopperire a questa “mancanza”, alla sempre maggiore richiesta di vie ben spittate (leggi uno spit ogni due o tre metri al massimo) e su difficoltà accettabili. Ma le scogliere di Baunei, che come si sa sono tra le più alte del Mediterraneo, spesso non si prestano alle vie facili. Difficile collegare i tratti appoggiati senza finire sulle cenge invase da irta quanto profumata macchia mediterranea, ancor più arduo è non incappare in quel muretto che ti fa salire la difficoltà oltre il 6c, obbligandoti a mettere i chiodi a 30 cm l’uno dall’altro per permettere a tutti di salire. No, questo non l’ho mai fatto e non volevo farlo neanche questa volta, piuttosto avrei cambiato tracciato strada facendo. Si avremmo deciso una volta lì, perchè volevo anche salire dal basso, come tradizione alpinistica vuole e non calarmi dall’alto o fare altri pasticci. Devo ammetterlo: aprire Atlantide è stata una vera impresa, non per la difficoltà ma per la mole di lavoro che ci siamo sobbarcati in pulizia e disgaggio: ben 10 giorni di duro lavoro, dal mattino alla sera, in cui rientravamo completamente ricoperti di terra, pulci, zecche ed altre amenità estive. E c’era solo un uomo che poteva aiutarmi in quest’impresa, il 75 enne di vero acciaio (o ginepro se preferite) sardo, che ha continuato a pulire e a ritornare anche quando io non ce la facevo più. Bastaaaaa! La via è stata ripetuta già varie volte ancor prima di esser finita e ora pubblicata. Non è bellissima, ne esistono sicuramente di più belle, non è difficile almeno sino al nono tiro, ma è chiodata a “prova di coniglio” (così scrivono) ed il panorama che si gode sulla costa e sul mare cristallino è fantastico.

Lui adesso vive ad Atlantide/con un cappello pieno di ricordi
ha la faccia di uno che ha capito/ e anche un principio di tristezza in fondo all’anima 
nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata/ e a volte ritiene di essere un eroe 

È un verso di una canzone che mi martellava la testa nelle lunghe attese alle soste, mentre Fabio puliva e disgaggiava. Chissà perché, qualche ragione ci sarà pure, forse anche una dedica…

Relazione
1L: seguire un diedrino poi bel muretto di buona roccia. Si finisce per facili gradoni alla S1, 45m (5a)

2L: per facili gradini  e paretine con un ultimo passaggio più impegnativo, S2 25m (4c)

3L: traversare con attenzione il catino (se ci sono cordate sotto) e salire una bella e lunga placca, S3, 50m (5b)

4L: per facili gradoni, quindi per fessure e un leggero traverso a destra, S4, 35m (5a)

5L: ora la parete si raddrizza. Per parete lavorata, diedrino da fare in spaccata e placca di bella roccia, S5, 30m (5c+)

6L: a sinistra ristabilirsi su una placca con difficile passaggio, quindi su una cengia. Per parete articolata alla S6, 45m (5c+)

7L: in diagonale a destra per bella rocca, S7 facoltativa, 30m, (5a)

8L: in verticale e poi con difficile traversino finale a destra, S8, 20m (6a)

9L: a destra quindi su una bella parete di roccia grigia che rasenta un diedro, S9 su cengia, 40m (6a)

10L: a destra montando su un ginepro e salendo una parete decisamente verticale. Un breve tratto di roccia non molto sana precede la S10, 25m (6a+)

11L: a destra in un diedro e poi un secondo, molto bello. Uscire sulla placca a sinistra eventualmente aiutandosi con i rami di un albero, S11, 25m (6a+)

12L: per una bella e lunga placca a gocce in cima, S12, 30m (6a)
Discesa in 9 doppie. Possibile discesa a piedi ma impegnativa e lunga per le creste di Punta Su Mulone e Cuccuru Mannu (1,30 ore sino alla strada sterrata, poi ulteriore 0,30 ore al paese di Baunei … ma la macchina è a Pedra Longa!)
Consigli utili: in estate attaccare la via non prima delle 13 e considerare almeno 1,30h di doppie. Copertura cellulare ottima.

Riparata dal maestrale. Gli arrampicatori al di sopra delle difficoltà possono scalare i primi tiri anche con scarpe da avvicinamento e mettere le scarpette dal quinto tiro in poi. Pur essendo una via sportiva chiodata ravvicinata è necessaria un minimo di preparazione alpinistica che consenta di non andare fuori via su tratti non disgaggiati, conoscenza minima delle manovre di soccorso e delle corde doppie.