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Archeologia

ARCHEOLOGIA

Nei pressi di Cala Luna, in una grotta detta de “Su Marinaiu”, a sud della spiaggia, sono state trovate le tracce dei primi insediamenti umani nel territorio baunese, consistenti in resti di ossidiana e ciotole in ceramica d’impasto risalenti all’Eneolitico (periodo di transizione fra l’età della pietra e quella del bronzo, caratterizzato dall’uso del rame).

I reperti archeologici più significativi del territorio di Baunei risalgono alla civiltà nuragica e consistono in decine di nuraghi, i più importanti dei quali si trovano nell’altopiano di Margine (“Sollùli”, “Pedru Saccu”, “Lovette Cannas”) e in quello di Golgo (“Coa ’e Serra”, “Orgodùri”, “Genna Sarmentu”).

Proprio nell’altopiano di Golgo sono stati ritrovati alcuni fra i più famosi bronzetti di epoca nuragica, come la “navicella con protome bovina” e la “lampada con figura di scimmia e manico a protome bovina”, entrambi esposti nel Museo Archeologico di Cagliari, testimonianza concreta di come nel territorio baunese si praticasse l’arte di fondere i metalli; pratica, questa, certamente favorita anche dalla presenza di piccole miniere, come quella di “Genna ’e Arràmene” (“Porta del Rame”, letteralmente, poiché il toponimo “genna”, in sardo, indica sempre un valico, un punto di passaggio).

Alcuni bronzetti trovati nel territorio di Baunei nel Settecento, raccolti e conservati dall’allora parroco, Don Pedro Josef Marcello, furono donati (dagli eredi di Don Marcello) al Vicerè Carlo Felice ai primi dell’Ottocento. Oltre che per le importanti testimonianze archeologiche di epoca nuragica oggi l’altopiano di Golgo è noto soprattutto per la presenza di “Su Sterru”, una voragine carsica, esplorata per la prima volta nel 1957, tra le più profonde d’Europa fra quelle a campata unica (- 290 metri).

Per quanto riguarda le testimonianze dell’epoca fenicio – punica, nel territorio di Baunei spicca la significativa presenza dell’idronimo “mussa” (“piccola sorgente”, in sardo), etimologicamente da collegare al termine punico “mittsa” (“sorgente”). L’idronimo è presente anche nell’entroterra, non lontano dal nuraghe di Coa ’e Serra, nella “Funtana Sa Mussa”. Un altro termine di origine fenicia tuttora in uso a Baunei (e in tutta la Sardegna meridionale), è “tsìppiri” (“rosmarino”, dal punico “zibbir”).

In relazione al periodo della dominazione romana, che tradizionalmente, in Sardegna, si fa partire dal 238 a. C., non abbiamo testimonianze di insediamenti stabili nel territorio baunese, che a quanto pare era solo sfiorato dalla strada litoranea orientale di epoca romana, il cui tracciato, secondo gli storici, attraversava i territori di Urzulei, Triei e Baunei tenendosi all’interno rispetto all’altopiano di Golgo.

Alla caduta dell’Impero romano, alla fine del V secolo, in Sardegna segue l’occupazione dei Vandali, che dura sino alla metà del secolo successivo, quando l’Isola entra nell’orbita dell’Impero Bizantino (per restarci fino al X-XI secolo). Alla metà dell’XI secolo, in conseguenza dell’affievolirsi del controllo bizantino sulla Sardegna, si fa risalire la nascita nell’Isola di quattro distinte entità statuali, dette “Giudicati”: si tratta dei Giudicati di Cagliari, di Arborea, di Torres e di Gallura, che caratterizzeranno la storia sarda per circa tre secoli. Le unità amministrative in cui erano divisi i territori dei quattro Giudicati erano le “curatorie”, e accettando l’ipotesi dell’esistenza del paese già dall’XI secolo, Baunei e il suo territorio all’epoca facevano quindi parte della “Curatoria d’Ogliastra” del Giudicato cagliaritano.

La stessa posizione panoramica del borgo montano, che domina tutta la vallata sottostante, rende tra l’altro abbastanza credibile la tradizione che vuole il paese fondato intorno all’anno Mille da un capraro rifugiatosi sui monti per sfuggire alla malaria e alle devastanti conseguenze dell’unico tentativo finora noto di invasione araba della Sardegna: l’invasione tentata tra il 1015 e il 1016, sotto la guida di Mugahid al Amiri (noto anche con il nome di Museto), Principe di Deina (città costiera a Nord di Alicante, nella penisola iberica, all’epoca sotto il dominio arabo).